domenica 17 novembre 2013

dalla germania con amore di roberto giardina






Gli affari del take away
Da Berlino
Roberto Giardina

Il take away è un gigantesco affare in Germania: un fatturato di 23 miliardi di euro l´anno scorso, un decimo della somma complessiva spesa per i generi alimentari. Da noi è una vecchia abitudine: per colazione un cappuccino e un cornetto al bar, a mezzogiorno una fetta di pizza, o un paio di suppli, o un panino, ma per i tedeschi è relativamente nuovo. Per tradizione, il pasto più importante è la prima colazione, che i genitori fanno seduti a tavola insieme con i figli: non solo caffè, ma spremute di frutta, salumi, formaggi, yogurth. A mezzogiorno si pranza nella mensa aziendale, alla sera al ritorno a casa c`è l´Abendbrot, letteralmente il pane della sera, ancora un pasto freddo, salumi e formaggio. Di fatto, nelle case tedesche si cucina solo al week end.
Le abitudini sono cambiate rapidamente. Al mattino non si ha più tempo per una colazione classica, e si imita gli italiani, o quasi. Niente croissant, ma un bicchierone di plastico colmo di macedonia di frutta, e un caffè. A pranzo, tutti quelli che non lavorano in una grande azienda si precipitano fuori, non c´è tempo, e si mangia in fretta. La pizza al taglio è una conquista recente. Di solito si va dal chiosco di würstel, a divorare una polpetta o un salsiccia con patatine. Chi pensa al colesterolo. La sera si comincia ad uscire fuori, per una cena in pizzeria, o dal greco, o dal turco sotto casa. E, sempre più di frequente, si consuma davanti alla tv un cibo take away preso tornando dall´ufficio.
Il mercato non poteva restare in mano ai gestori dei chioschi, quasi tutti stranieri, ed è stato scoperto e invaso dalla grande distribuzione. In un supermarket della Rewe, a Düsseldorf, è stato aperto da tre settimane un reparto riservato alla gastronomia pronta, un self service con specialità già confezionate. Un “Lunchbox”, come viene chiamato, costa sui 5 euro, verdura alla griglia, una fetta di roastbeef, o un riso con curry. E tutta una verità di pizze e di spaghetti o lasagne già pronte. Una buona posizion e occupano i giapponesi con il sushi, i tedeschi sono convinti che il pesce crudo faccia bene alla salute.  Un pasto da consumare alla scrivania in ufficio. Il prezzo sembra modesto, di rado arriva a sette euro, ma le materie prime sono molto economiche, e la confezione è poco costosa. E si punta nella pubblicità sulla garanzia che si tratta di un cibo sano, poco calorico, e non pericoloso per le arterie.
I piatti pronti sono offerti dalle panetterie, con varianti sempre più numerose, e dalle stazioni servizio cittadine. La Kamps, catena di panetterie, sta rinnovando i suoi negozi, con tavoli, banconi di esposizione, un settore per le bevande. Si guadagna di più con i cibi pronti che con panini e baguette.
Sono nate società per rifornire i punti vendita con una gamma molto ampia di varietà, i cibi turchi insieme con la paella, pizza e würstel. I singoli non hanno la capacità e la possibilità di preparare i pasti da asporto, e si riforniscono dai grandi distributori, una qualità media è garantita, e il prezzo diminuisce. La “Lekkerhand” rifornisce circa 10mila chioschi e migliaia di stazioni di servizio, e dispone di una flotta di settecento camion frigoriferi, continuamente in giro dall´alba al tardo pomeriggio. Sul mercato tedesco è giunta da un anno l´olandese “Ahold”, che è la prima nel settore in patria. Lo stile è diverso: si preferiscono locali non più grandi di cento mq., con un´atmosfera quasi casalinga, più calda e rustica

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