È uno degli ultimi lavori, nati dal mio incontro con la tradizione orientale, che mi arriva dagli studi di Henry Corbin sul Sufismo e il pensiero persiano. Al centro c'è la ricerca di una declinazone non oggettuale della soggettivtà e di un Io depotenziato (in termini alchemici che abbia attraversato la necessaria autocritica dello stato di Nigredo) e in grado di aprirsi all'oltre. Una rottura che interrompa, inverta il tragitto lasciando collassare il gioco sterile, cui siamo stati abituati fin dalle elementari, delle potenze opposte che ci attraversano. Da qui può nascere un diverso modo di sapersi "io", l'esperienza della Luce, quella di un "formarsi, trasformarsi. Eterno gioco della eterna mente", come scrive Goethe nel Faust.
È stato esposto durnte la mostra "Metafore di Altrove" alla galleria "Visioni Altre" di Adolfina de Stefani, con la presentazione, al vernissage, di Davide Susanetti, Venezia aprile 2026
"Fili d'erba, onde che si frangono, ritmi che si accordano, particelle che vorticano, turbini ordinati del caos" (Daivide Susanetti, Vertigine della Soglia. Ferite, passaggi, metamorfosi, ed.Tlon, 2025, Roma)
“FORMARSI, TRASFORMARSI, ETERNO GIOCO DELL’ETERNA MENTE (Goethe Faust II)
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