martedì 7 aprile 2026

Mostra - Venezia “Formarsi trasformarsi eterno gioco dell'eterna mente". (Goethe, Faust II) - Per Henry Corbin.

È uno degli ultimi lavori, nati dal mio incontro con la tradizione orientale, che mi arriva dagli studi di Henry Corbin sul Sufismo e il pensiero persiano. Al centro c'è la ricerca di una declinazone non oggettuale della soggettivtà e di un Io depotenziato (in termini alchemici che abbia attraversato la necessaria autocritica dello stato di Nigredo) e in grado di aprirsi all'oltre. Una rottura che interrompa, inverta il tragitto lasciando collassare il gioco sterile, cui siamo stati abituati fin dalle elementari, delle potenze opposte che ci attraversano. Da qui può nascere un diverso modo di sapersi "io", l'esperienza della Luce, quella di un "formarsi, trasformarsi. Eterno gioco della eterna mente", come scrive Goethe nel Faust.

È stato esposto durnte la mostra "Metafore di Altrove" alla galleria "Visioni Altre" di Adolfina de Stefani, con la presentazione, al vernissage, di Davide Susanetti, Venezia aprile 2026 

"Fili d'erba, onde che si frangono, ritmi che si accordano, particelle che vorticano, turbini ordinati del caos" (Daivide Susanetti, Vertigine della Soglia. Ferite, passaggi, metamorfosi, ed.Tlon, 2025, Roma)


“FORMARSI, TRASFORMARSI, ETERNO GIOCO DELL’ETERNA MENTE (Goethe Faust II)  
Per Henry Corbin 
Olio, pastelli ad olio, su tela, cm 40x40

"Come il fiammifero contiene potenzialmente il fuoco, noi conteniamo il Divino dentro di noi; è la nostra natura. Solo coloro che possono vedere sono liberi. Il cielo stellato ci ricorda la nostra posizione nel creato; uno sguardo all'ordine delle costellazioni riequilibra la mente. Nella nostra vita soffriamo in proporzione a quanto il nostro stile di vita è lontano da quello celeste. Più si entra in profondità nel cammino, più la vita mondana si rivela incompatibile con la Via. Anche i cuori delle persone che compongono il nostro ambiente non possono fare a meno di avvertirlo sentendosi a disagio quando vengono a contatto con un cuore che sempre più sprofonda nella vita vera. L'unico modo per essere assolutamente felici è fondere la propria personalità con l'essere divino che è dentro di noi. Più ci avviciniamo a Dio, più assaporiamo l'indipendenza, la maestosità, la generosità, l'amore. Chi ha visto la verità diventa innamorato, radicale, sincero, ruggente".
Burhanuddin Herrmann
(maestro sufi)

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