mercoledì 22 aprile 2020

Vita Bibliografia Foto di Fernanda Mancini



Biografia di Fernanda Mancini

Fernanda Mancini è nata a Roma, dove ha studiato Filosofia all'Università " La Sapienza", e conseguito la laurea con una tesi sul pensiero di Emanuele Severino, successivamente ha studiato alla Scuola di Perfezionamento nella Ricerca Filosofica di Roma e diplomata con un  lavoro sul rapporto interno esterno nella Scienza della logica di Hegel. Ha lavorato nella redazione del Vocabolario della Treccani, collaborato e collabora con quotidiani e riviste per la parte culturale, ha tradotto saggi e romanzi dall'inglese e dal tedesco, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Berlino e di Roma. L'insoddisfazione per la ricerca condotta esclusivamente nell'ambito del concetto e della parola l'ha portata ad una riflessione profonda sull'importanza e autonomia delle immagini, da cui è emerso il suo proprio linguaggio di immagini visive e poetiche, che apre  a rinnovate essenze espressive le forme logiche, in modo inaspettato e singolare. La sua ricerca esplora le possibilità di incontro e contaminazione tra diverse espressioni artistiche. Vive e lavora "tra Roma e Berlino, Monaco e Varsavia, ridisegna l'Europa delle Avengurdie con i sentimenti, la disciplina e le passioni della Poesia" (Mariano Apa). Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private italiane e estere.  
           
                                                     
                                       Bibliografia


Mariano Apa, “Il lido di Enea”, catalogo, 2001
Barbara Vinciguerra, ivi
Mariano Apa, Aperture LVI Rassegna internazionale d’arte G.B. Salvi”, catalogo, 2006
Robertomaria Siena, L’ Epifania degli Angeli, catalogo, 2007
Mariano Apa, Tredicesima Biennale d’Arte Il Magnificat, catalogo, 2008
Roberto Lucifero, Oltre le Mura, catalogo, 2009
Jürgen Kisters, Kölner Stadt-Anzeiger, novembre 2010
Diana del Mastro, Lo Spazio Le Cose Il Frammento. Sul terreno del Sacro, catalogo, 2011
Paolo Vinci, ivi
Christiane Liermann Traniello, ivi
Andreas Frey, Augsburger Allgemeine, agosto 2013
Oh, Ammersee Kurier 20 agosto 2013
Nue Ammann, Ammersee Kurier, 27 agosto 2013
Diana del Mastro, Voci di Donna, Antologia, 2014
Diana del Mastro, "Lo spazio oltre lo spazio. L'eterotopia poetica di Fernanda Mancini", Polemos, rivista di filosofia, 2014
Elena Polidori, Frammenti, 2017
Mariano Apa, Il pensare le immagini è il luogo e il tempo delle icone, Gangemi editore, 2018




  Presentazione del libro "Il Pensare le immagini è il tempo e il luogo delle Icone" :                                   https://www.youtube.com/watch?v=hOle6u1Mlco                      
                                                    
 Indirizzo mail   :   fernandamancini8@gmail.com


  Ritratti di poeia   https://www.youtube.com/watch?v=Tu1NN_ri734

Ritratti di poesia      https://www.youtube.com/watch?v=79ia5W3oRjI





                                               


















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lunedì 20 aprile 2020

"Lettere dalla quarantena"


Sono cose scritte in questi giorni di solitudine forzata e ben accetta, accolta come occasione di non dispersione, anzi di raccoglimento letture musica riflessioni e di nuove intuizioni donate dall'affiorare delle memorie più antiche e sconosciute.

I

Dalle profondità salgono visioni
e il sogno sconfina nella veglia
mostri più antichi tornano
ombre di spuma  
che il mare rigetta alla riva
il dialogo solitario scorre
con frescura d'acqua
e rabbuiata rugiada
romba la fine in cielo
dove bambini giocano
immense le mani nei piccoli pugni

II
Il grosso  animale dorme
il suo respiro scuote i monti
accompagna il sole
e il battito della farfalla
increspa le labbra della rivoluzione
e della dissoluzione
nel cuore batte lo stesso ritmo
al solitario alla folla ingorda
Il grosso corpo con magna pressura
preme l'aritmetica del quarzo
e il giro del corallo
la geometria del campanile
e quella dei molluschi
il più lieve e il più greve è il suo passo
i morti tornano a lui
come il figlio alla madre
come il sogno alla ragione

III
Non solo geometria è l'anima del mondo
è memoria danza ricordo
eterna visione emozione
il cerchio che chiude le menbra
l'azzurro che luce
e gli affanni trasmuta
dalla mandorla sorge
nuova alla vita
e nel gobbo deforme
in cima al pilastro
sberleffa la vita rimasta alle spalle
poi fiorisce a splendore
nel cerchio d'altare
quadrato perfetto

IV

Ogni angelo è tremendo

Perché viene emozione
alla vista dei giganti?
E' la radura arsa d'estate tra colonne e grilli
a imporporare il viso
E' il grido primitivo che risuona dentro
E' la sua eco che passa nelle vene
e le spalanca
e poi le serra
e il cuore che si ferma?
Spavento dell'incommensurabile nostra piccolezza
o come al primo grido che squarciò la notte
ora nel lampo che ci taglia
l'appartenenza nostra è rinnovata



Ogni angelo è tremendo

Perché viene emozione
alla vista dei giganti?
E' la radura arsa d'estate tra colonne e grilli
a imporporare il viso
E' il grido primitivo che risuona dentro
E' la sua eco che passa nelle vene
e le spalanca
e poi le serra
e il cuore che si ferma?
Spavento dell'incommensurabile nostra piccolezza
o come al primo grido che squarciò la notte
ora nel lampo che ci taglia
l'appartenenza nostra è rinnovata


26/4/2020
Dacché la morte s'è presentata
concreta cosa della vita
dalla finestra aperta
entra ogni giorno il monte
e il suo respiro
l'odore del silenzio
oggi invece passata la paura
prorompente e selvaggio
il grido che grida
dalla gola profonda
dello scimmione antico
ritornata nella radio
e nel cuore del vicino
tutto è come prima



mercoledì 15 aprile 2020

Claudio Parmeggiani

Riporto qui alcuni stralci del testo di Valerio Abate "L'arte come iniziazione al silenzio" Claudio Parmeggiani

https://www.rsi.ch/cultura/focus/Claudio-Parmiggiani-11873975.html

Quello di Parmiggiani non è un silenzio rinunciatario, è una presa di posizione, un ethos radicale, è la fermezza di un’assenza che diventa una presenza ammonitrice. È la responsabilità dell’artista che gli impone di vivere l’arte e la poesia come verità, arte e poesia che in quanto tali divengono l’unica forma di esistenza e resistenza.
Ma la sua non è una resistenza ai tempi, bensì alla crisi culturale e valoriale che dilaga da molti decenni a questa parte. Il maestro di Luzzara attinge alla tradizione senza tuttavia farsi travolgere da un atteggiamento nostalgico o reazionario, egli crede in «un’eredità spirituale che non deve essere dissipata.» Contemporaneo è tutto ciò che vive in noi ora. «La mente non sogna in termini temporali, l’arte ancora meno. Beato Angelico, Caspar David Friedrich sono per me artisti contemporanei» (Claudio Parmiggiani in Una fede in niente ma totale, Le Lettere 2010).

 Il Silenzio e il Nulla

 Ma la frequentazione che tutti ricordano è quella giovanile nello studio di Giorgio Morandi, e di come Parmiggiani lo ricorda: «nel suo studio si poteva comprendere il significato metafisico della polvere». È da lui che apprende l’arte del silenzio e, al contrario di ciò che generalmente si pensa per la loro differenza di mezzi, non è un’influenza puramente etica, poiché «lo stile... non è una questione di tecnica, è – come il colore per i pittori – una qualità di visione» (Proust). Si allontana radicalmente da Morandi per «un senso di rifiuto all’idea di dipingere un quadro» – si considera un pittore che non fa pittura –, eppure l’etica inevitabilmente si mostra in estetica, egli stesso parla «del silenzio come di una materia» dentro la forma della sua opera.

 Le materie

 Il fuoco ricorda all’artista il rogo di Giordano Bruno. Pire di libri accarezzati dalle fiamme e schiacciati da una campana di bronzo, immagini che suscitano l’eco del fuoco o la sensazione di toccare le ceneri ormai fredde. Polvere, vetro, fuoco, ombra, pietra, cenere, pigmento, luce, acciaio, sangue: sono le materie che modella oltre alle combinazioni poetiche di oggetti comuni. Insieme a Robert Morris nasce Melencolia II, un’esplosione scultorea dell’omonima incisione di Dürer in una bambusaia. In un’arena di pietra ci fa percorreew labirinti di vetro infranto. E poi c’è il Faro d’Islanda, una luce solitaria eretta a illuminare un deserto freddo e buio.

Il Sentimento Religioso

 La metafisica di Parmiggiani è senza Dio. Eppure il sentimento religioso è pregnante, non pensa «ad un’arte religiosa ma ad una religiosità dell’arte». Attinge a una profonda spiritualità del gesto artistico, nella materia nuda e tragica. «L’arte è in sé un atto spirituale e una pratica religiosa», come per l’amanuense che traccia sempre gli stessi segni sulle stesse pagine con ferrea devozione. Si potrebbe dire che Parmiggiani sia inattuale in senso nietzschiano, col suo anomalo – forse anacronistico – atteggiamento in un’epoca nella quale non sappiamo più pregare, nella quale «come ciechi camminiamo tra le rovine», e dove sentiamo nient’altro che il «bisogno di ricostruire».

vedi anche  https://andyphoto2017.wordpress.com/2019/08/23/la-porta-speciosa-di-claudio-parmiggiani-per-leremo-di-camaldoli/




venerdì 28 febbraio 2020

La farfalla di Yeats


"Ma le passioni, quando sapiamo che non possono realizzarsi, diventano visione; e una visione, svegli o addormentati, prolunga il suo potere grazie al ritmo e al disegno, la ruota dove il mondo è farfalla. Noi non abbiamo bisogno di protezione, la visione sì, perché se ci interessiamo a noi e alla nostra vita usciamo dalla visione. E' difficile dire se siamo noi o se è la visione a creare il disegno che mette in moto la ruota, ma è certo che abbiamo un centinaio di modi per tenerla vicino: scegliamo le immagini dei tempi passati, ci allontaniamo dalla nostra epoca e cerchiamo di sentire Chauser più vicino a noi dei quotidiani" 

"Ma le passioni (...) diventano visione e una visione, svegli o addormentati, prolunga il suo potere grazie al ritmo e al disegno, la ruota dove il mondo è farfalla
...Abbiamo un centinaio di modi per tenerla (la visione) vicina", le visioni si manifestano sempre con l'emozione, che non è mia o tua, ma sua...











...e così ne parla Yeats in Supernatural Songs

Eternità è passione, ragazza o ragazzo
Gridano quando esplodono nella gioia del sesso
"Per sempre, per sempre"; poi si svegliano
Senza sapere che peronaggi hanno parlato;
Un uomo esultante che la passione guida
Canta parole che non ha mai pensato;
Il Flagellante sferza quei fianchi sottomessi
Senza sapere cosa comanda il drammaturgo,
Né che padrone costruì la sferza. Da dove vennero
La mano e la sferza che abbatterono la frigida Roma?
Quale sacra rappresentazione si gonfiò nel corpo di lei
Quando fu concepito Carlomagno, trasformatore del mondo?

Il centro della ruota, dove tutto nasce, dove tutto converge, di lì vola la farfalla, e se si perde il centro, se ci si allontana, come abbiamo fatto, la ruota si disgrega, come scive Yeats in "La seconda venuta"

"Roteando e roteando nel cerchio che s’allarga
il falco non può udire il falconiere;
ogni cosa crolla; il centro non può reggere;
assoluta l’anarchia dilaga nel mondo,
dilaga la marea sporca di sangue, e ovunque
il rito dell’innocenza annega.
Ai migliori manca ogni certezza, mentre i peggiori
rigurgitano furia di passioni"



#farfalla#Yeats#rinascita#psiché#immaginazione#archetip#centro#

martedì 28 gennaio 2020

Inattuale è il mio tempo



In compagnia di Yeats "Verso Bisanzio" e del lied di Rueckert "Ich bin der Welt abhanden gekommen”, musicato da Mahler.

Inattuale è il mio tempo
la profondità degli abissi
e il mare che li copre
inattuale l'odore della morte
che la vita mantiene e sopporta
inattuale il tempo della mia erranza
(Fernanda Mancini)

"Percorrevo la strada del giorno e tu camminavi al mio fianco, mettendo insieme tutti i pezzi e facendomi scorgere in ogni frammentol'intero"
(Jung, Libro rosso, p.19)

"Perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo"
(Giovanni,17,14)



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