sabato 15 aprile 2017

un tempo per esplorare un tempo per sviluppare





DOPO 200 ANNI DI RIVOLUZIONE NEI LINGUAGGI E NEI CONTENUTI DELL'ARTE, ORA E' TEMPO PER L'ARTE DI SVILUPPARE IL TERRITORIO CONQUISTATO, NON DI RICERCARE SENZA RIFLESSIONE LA NOVITA'.
"Non credo principale e costante compito del poeta l'effettuare rivoluzioni nel linguaggio. Anche se fosse possibile, non sarebbe desiderabile vivere in uno stato di rivoluzione permanente: un'esigenza di continua novità nell'espressione e nel metro sarebbe malsana quanto un'ostinata adesione al modo di parlare dei nostri nonni. Vi è un tempo per esplorare e un tempo per sviluppare il territorio conquistato" .
Quanto dice qui T.S.Eliot per la poesia, vale per ogni arte, e in particolare secondo me, per quella visiva.


mercoledì 5 aprile 2017

...tracce...

jung "dovette cedere al suo daimon e affrontare il viaggio ad interiora terrae. prese la penna e il foglio bianco e lasciò che il daimon guidasse la sua mano. così nacquero i 'septem sermones ad mortuos', forse il punto più alto della riflessione di jung sul divino e sul selbst. qui lo jung mantis ha la meglio sul profétes,  il linguaggio è saturo di dei e cela le tracce del mistero nell.atto stesso in cui vuole rivelarlo. l.anima vivente parla la propria lingua senza lasciarsi opacizzare o ischeletrire dal balbettare psicologico che, eccessivamente preoccupato della propria vis reflexiva, ricorre a un linguaggio non intuitivo, che finisce per invischiare nelle proprie reti grevi l.essenzialità ambigua e polisemica del nucleo intuitivo originario"
(angelo tonelli)