lunedì 24 ottobre 2016

auf italienisch und deutsch : mostra "Tripeditrip" 30/11-12/12 - friedrich-ebert stiftung - berlino. La nascita di un progetto -




foto del concerto e della mia intervista al vernissage della mostra "tripeditrip" il 30 novembre a berlino. le band e i cantanti sono di tutte le nazionalità, palestinesi ebrei arabi cinesi ucraini, come anche il pubblico presente in sala e alla mostra.















                TRIPEDITRIP. La nascita di un progetto 



Il poeta contemporaneo cinese Gu Cheng ha scritto la poesia Tripeditrip che ha ispirato Peng Yin, compositore cinese che vive a berlino, a scrivere la partitura omonima Tripeditrip, a mia volta mi sono lasciata ispirare dalla poesia di Cheng e dalla musica che Peng per i lavori di questa mostra che ho chiamato: Tripeditrip. La nascita di un progetto
Quando Peng Yin presentò e fece ascoltare ad un piccolo gruppo di amici la musica che aveva composta sulla poesia "Tripeditrip" di Gu Cheng, rimasi molto colpita. Mi aveva affascinato il modo in cui Peng Yin aveva lavorato sulle parole della poesia e ancora di più sul suo non detto. Come aveva usato il medio della musica per dare espressione alla propria immaginazione artistica, che rispondeva alle sollecitazioni di Gu Cheng.
Passarono due anni e quasi dimenticai, ma nel silenzio qualcosa aveva lavorato, giacché improvvisamente la fascinazione di quella musica e di quel processo di scambio tra poesia e note riaffiorò assieme al desiderio di intervenire a mia volta su entrambe con il mezzo dell'immagine.

Così è nato questo globale Gesammtkunstwerk di tre artisti, che sta tra pittura, musica e poesia, tra Cina e Italia, oriente e occidente, tra le radici culturali taoiste e quelle cristiane. 

Ho fortemente sentito l'influenza della freschezza degli elementi naturali, il vento, l'acqua, gli alberi nella musica di Peng e mi è sembrato di sentire lo stesso soffio e ritmo anche nella poesia di Gu Cheng. Ho voluto dare forma a queste impressioni, cercando di rendere visibile il soffio delle parole di Cheng e quello della musica di Peng tramite la combinazione di elementi naturali e di altri a forte contenuto simbolico e universale, come i pesci l'acqua gli alberi il cerchio il triangolo il bianco, così ad  esempio il pesce è un simbolo che unifica tutta l'umanità e si trova alla base di tutte le culture in occidente e in oriente. La sua natura psico-fisica è dotata di un movimento penetrante, esso è associato alla morte e alla nascita e alla vita dopo la morte, è connesso con la fertilità e spesso è rappresentato come un doppio pesce. Il bianco è il colore della carta, della Rosa del Paradiso di Dante, la luce della fiamma del Libro Rosso di Jung, l'ultimo stato del processo alchemico, il vuoto da cui tutto inizia del Tao.
Questo lavoro è stato accompagnato passo passo da un libro di appunti, una specie di brogliaccio, un'opera a sé, che conserva le tracce del percorso e in cui sono nati gli schizzi, che in parte poi ho realizzato in quadri. Questo brogliaccio non ha ancora esaurito le sue forze, la mostra ne è la prima tappa.

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Fernanda  Mancini  Ausstellung „Tripeditrip“

Friedrich-Ebert-Stiftung - Berlin

30. November – 12. Dezember 2016

                   Tripeditrip.  Zur Entstehung des Projekts

Als Peng mir und einer kleinen Gruppe von Freunden erstmals sein Projekt einer Vertonung der Poesie von Gu Cheng vorstellte, fühlte ich mich wie elektrisiert. Mich faszinierte die Transposition des poetischen Textes in Musik, die künstlerischen Mittel, die er dabei einsetzte, um seine eigene musikalische Einbildungskraft ins Spiel zu bringen und umzusetzen.

Zwei Jahre vergingen, das Hörerlebnis schien vergessen, wurde aber im Stillen verarbeitet und tauchte plötzlich als Wunsch nach einer weiteren Transformation in mein eigenes Medium, das des Bildes, mit Macht wieder auf. So kam dieses globale „Gesamtkunstwerk“ zustande als Wanderung über nationale und mediale Grenzen zwischen China und Italien, zwischen Poesie, Malerei und Musik. Der Klang des poetischen Wortes, der musikalischen Töne und die Farbklänge der Malerei verbanden sich zu Grenzklängen eigener Art.

Meine Arbeit ist inspiriert durch die Poesie Gu Chengs und Peng Yins musikalische Umsetzung der Gedichte. Mit großer Intensität habe ich bei beiden die Frische der Naturelemente gespürt: den Wind, das Wasser, die Bäume, in der Musik von Peng und ebenso im Atem und Rhythmus der Poesie Gu Chengs. Ich wollte diesen sinnlichen Eindrücken eine universellen, ja symbolischen Form verleihen, eine Form wo das orientalischen und das abendländischen Denken sich begegnen könnten. Ich wollte den Fluss der poetischen Worte der Gedichte Gu Chengs sichtbar machen und ebenso die Musik Peng Yins. Ich wollte sie visualisieren durch die Verbindung von Naturelementen mit anderen symbolischen Objekten von starkem und universell gültigem Inhalt: die Fische, das Wasser, die Bäume, den Kreis und das Dreieck.

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Ihre Kunst entwickelt sich aus ihrer philosophischen Ausbildung, die sie an der Universität La Sapienza in Rom mit einer Diplom Arbeit über Emanuele Severino sowie an der Scuola di Perfezionamento nella Ricerca Filosofica mit einer Diplomarbeit über „Innen-Außenbeziehung in Hegels Wissenschaft der Logik“ erwarb. Sie erhielt Stipendien für Neapel, Köln und Magdeburg. Nach der Übersiedlung nach Deutschland – zunächst nach Bonn und dann ab 1993 nach Berlin –schrieb sie in den 90er Jahren Kolumnen und Kulturberichte für italienischen Zeitungen und Zeitschriften. Außerdem ist sie als literarische Übersetzerin tätig: u.a. übersetzte sie „Arnold Schönberg-Thomas Mann. Apropos Doktor Faustus“. Die Unzufriedenheit mit einer Wissenschaft, die sich ausschließlich mit Begriffen und Worten beschäftigt, veranlasste sie zu einem gründlichen Nachdenken, woraus ihre persönliche Bildersprache entstanden ist. Ihre Ausbildung als Malerin vertiefte sie an der Universität der Künste in Berlin mit Kursen in Aktmalerei, Zeichnen und Ästhetik sowie an der Accademia di Belle Arti in Rom im Fach Kunstgeschichte.             Ihre Werke befinden sich in privaten so wie in öffentlichen Kollektionen
In Italien und im Ausland.
Mariano Apa, Diana del Mastro, Andreas Frey, Jürgen Kisters, Christiane Liermann, Roberto Maria Siena, Paolo Vinci, Barbara Vinciguerra haben über die Künstlerin geschrieben
2015   Ihr Gedicht „La Rosa come  l‘Acqua“ bekommt den ersten Preis der Fondazione Roma
2015   Besondere Erwähnung eines ihrer Gedichte bei dem Preis „Haiga“, von Casa Poesia di Perugia

fernanda.mancini8@gmail.com
Blog :
fernanda-riflessi.blogspot.com
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                       :   
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mostra "Tripeditrip" 30/11-12/12 - friedrich-ebert stiftung - berlino. La nascita di un progetto












                TRIPEDITRIP. La nascita di un progetto 



Il poeta contemporaneo cinese Gu Cheng ha scritto la poesia Tripeditrip che ha ispirato Peng Yin, compositore cinese che vive a berlino, a scrivere la partitura omonima Tripeditrip, a mia volta mi sono lasciata ispirare dalla poesia di Cheng e dalla musica che Peng per i lavori di questa mostra che ho chiamato: Tripeditrip. La nascita di un progetto
Quando Peng Yin presentò e fece ascoltare ad un piccolo gruppo di amici la musica che aveva composta sulla poesia "Tripeditrip" di Gu Cheng, rimasi molto colpita. Mi aveva affascinato il modo in cui Peng Yin aveva lavorato sulle parole della poesia e ancora di più sul suo non detto. Come aveva usato il medio della musica per dare espressione alla propria immaginazione artistica, che rispondeva alle sollecitazioni di Gu Cheng.
Passarono due anni e quasi dimenticai, ma nel silenzio qualcosa aveva lavorato, giacché improvvisamente la fascinazione di quella musica e di quel processo di scambio tra poesia e note riaffiorò assieme al desiderio di intervenire a mia volta su entrambe con il mezzo dell'immagine.

Così è nato questo globale Gesammtkunstwerk di tre artisti, che sta tra pittura, musica e poesia, tra Cina e Italia, oriente e occidente, tra le radici culturali taoiste e quelle cristiane. 

Ho fortemente sentito l'influenza della freschezza degli elementi naturali, il vento, l'acqua, gli alberi nella musica di Peng e mi è sembrato di sentire lo stesso soffio e ritmo anche nella poesia di Gu Cheng. Ho voluto dare forma a queste impressioni, cercando di rendere visibile il soffio delle parole di Cheng e quello della musica di Peng tramite la combinazione di elementi naturali e di altri a forte contenuto simbolico e universale, come i pesci l'acqua gli alberi il cerchio il triangolo il bianco, così ad  esempio il pesce è un simbolo che unifica tutta l'umanità e si trova alla base di tutte le culture in occidente e in oriente. La sua natura psico-fisica è dotata di un movimento penetrante, esso è associato alla morte e alla nascita e alla vita dopo la morte, è connesso con la fertilità e spesso è rappresentato come un doppio pesce. Il bianco è il colore della carta, della Rosa del Paradiso di Dante, la luce della fiamma del Libro Rosso di Jung, l'ultimo stato del processo alchemico, il vuoto da cui tutto inizia del Tao.
Questo lavoro è stato accompagnato passo passo da un libro di appunti, una specie di brogliaccio, un'opera a sé, che conserva le tracce del percorso e in cui sono nati gli schizzi, che in parte poi ho realizzato in quadri. Questo brogliaccio non ha ancora esaurito le sue forze, la mostra ne è la prima tappa.