lunedì 24 ottobre 2016

mostra "Tripeditrip" 30/11-12/12 - friedrich-ebert stiftung - berlino. La nascita di un progetto












                            TRIPEDITRIP. La nascita di un progetto 



Il poeta contemporaneo cinese Gu Cheng ha scritto la poesia Tripeditrip che ha ispirato Peng Yin, compositore cinese che vive a berlino, a scrivere la partitura omonima Tripeditrip, a mia volta mi sono lasciata ispirare dalla poesia di Cheng e dalla musica che Peng per i lavori di questa mostra che ho chiamato: Tripeditrip. La nascita di un progetto
Quando Peng Yin presentò e fece ascoltare ad un piccolo gruppo di amici la musica che aveva composta sulla poesia "Tripeditrip" di Gu Cheng, rimasi molto colpita. Mi aveva affascinato il modo in cui Peng Yin aveva lavorato sulle parole della poesia e ancora di più sul suo non detto. Come aveva usato il medio della musica per dare espressione alla propria immaginazione artistica, che rispondeva alle sollecitazioni di Gu Cheng.
Passarono due anni e quasi dimenticai, ma nel silenzio qualcosa aveva lavorato, giacché improvvisamente la fascinazione di quella musica e di quel processo di scambio tra poesia e note riaffiorò assieme al desiderio di intervenire a mia volta su entrambe con il mezzo dell'immagine.

Così è nato questo globale Gesammtkunstwerk di tre artisti, che sta tra pittura, musica e poesia, tra Cina e Italia, oriente e occidente, tra le radici culturali taoiste e quelle cristiane. 

Ho fortemente sentito l'influenza della freschezza degli elementi naturali, il vento, l'acqua, gli alberi nella musica di Peng e mi è sembrato di sentire lo stesso soffio e ritmo anche nella poesia di Gu Cheng. Ho voluto dare forma a queste impressioni, cercando di rendere visibile il soffio delle parole di Cheng e quello della musica di Peng tramite la combinazione di elementi naturali e di altri a forte contenuto simbolico e universale, come i pesci l'acqua gli alberi il cerchio il triangolo il bianco, così ad  esempio il pesce è un simbolo che unifica tutta l'umanità e si trova alla base di tutte le culture in occidente e in oriente. La sua natura psico-fisica è dotata di un movimento penetrante, esso è associato alla morte e alla nascita e alla vita dopo la morte, è connesso con la fertilità e spesso è rappresentato come un doppio pesce. Il bianco è il colore della carta, della Rosa del Paradiso di Dante, la luce della fiamma del Libro Rosso di Jung, l'ultimo stato del processo alchemico, il vuoto da cui tutto inizia del Tao.
Questo lavoro è stato accompagnato passo passo da un libro di appunti, una specie di brogliaccio, un'opera a sé, che conserva le tracce del percorso e in cui sono nati gli schizzi, che in parte poi ho realizzato in quadri. Questo brogliaccio non ha ancora esaurito le sue forze, la mostra ne è la prima tappa.