sabato 23 gennaio 2016

una poesia di antonio padula

Tacere
O almeno dire l'essenziale
ben sapendo che è nulla
anche quello.

Mi culla
qusto ronzio d'elicottero
nel cielo di Roma.

Antonio Padula, da Veglia nel sonno

venerdì 15 gennaio 2016

una citazione da jung e la violenza sulle donne a colonia a capodanno








vedendo leggendo ascoltando quanto è avvenuto a colonia la notte di capodanno, ho risentito attorno a me l'atmosfera sessuatissima e sessuofoba della mia adolescenza, quando l'uomo era "cacciatore" e sedersi sola a un bar, per una donna, per una ragazzina, era scambiato per un invito sessuale, accettato o criticato...poi, passato stupore e collera, ho capito. 
la violenza contenuta negli approcci che subivo, e in generale la violenza sulle donne, non ha nulla a che vedere, naturalmente, con le donne reali, invece con la parte femminile dell'uomo, quella che Jung chiama anima, quando l'uomo non accetta la sua anima, quando è stretto in sé nell'unica immagine maschile, implode o esplode, perché dentro di lui il rapporto tra maschile e femminile è molto  squilibrato, di conseguenza l'anima è distorta e l'animus è un disastro...uomo forte, macho, cacciatore, eroe, padre padrone, ecc. tutto il reportorio di sanguinose banalità. il disagio interiore così generato esplode in violenza. (detto qui tra parentesi, una società in cui il maschio è squilibrato, lo è anche la donna).
mi pare appropriato alla comprensione di questa violenza, il sogno di un paziente riportato da Jung, in esso la voce di un saggio mette in guardia il paziente: "ciò che tu stai facendo è pericoloso! La religione non è la tassa che tu dovresti pagare per fare a meno dell'immagine della donna, poiché di questa immagine non si può fare a meno. Guai a coloro che usano la religione come complemento di un'altra parte della vita dell'anima; essi sono in errore e saranno maledetti. La religione non è un complemento, bensì il coronamento ultimo di ogni altra attività dell'anima". 

lunedì 4 gennaio 2016

una storia risaputa




Ti posso stringere
ma non avere
una storia risaputa
una scheggia confitta
sempre nuova

(fernanda mancini)

dopo il concerto - per pietro massa






Con le note la vita
fluisce da te a noi

corre al mare grande

che tutto abbraccia

il gigante 

sazio del sonno diurno

danza

con il giro della mano
bagna il bosco 

di suoni speziati

(Fernanda Mancini)